Come cambiare il destino di The Walking Dead?

La settima stagione di The Walking Dead si è conclusa tra le polemiche, sempre più fan hanno deciso di non guardare più la serie. I dati che abbiamo tra le mani non sono quelli degli States e di AMC ma quelli della nostra community e del sito. Oltre ai like in meno abbiamo constatato un calo di lettori senza precedenti e non dipende solo dalla qualità dei contenuti e dal fatto che possiamo anche “essere antipatici”. Abbiamo deciso di tirare le somme perché il destino di The Walking Dead sembra incerto. I produttori dicono che si potrebbe arrivare anche alla ventesima stagione ma siamo convinti che non si andrà oltre la decima.

Il finale di The Walking Dead 7 è stato definito dagli esperti come il terzo peggiore di sempre, dopo quello della prima e della seconda stagione. Preso atto di quanto accaduto abbiamo pensato a qualche modo per risollevare le sorti dello show, oltre all’annuncio della “resurrezione” di Glenn infatti pensiamo che gli showrunner potrebbero portare al centro della scena gli zombie. Sappiamo benissimo che l’attenzione sui risvolti “umani” però i walker sembrano solo elementi scenografici. Abbiamo apprezzato la trasformazione di Sasha, però perché ucciderla subito e non puntare sulle sue emozioni da “zombie”?

Torniamo ancora una volta sulla cura e sull’origine del virus, prima o poi dovranno svelarci cosa ha causato l’epidemia e come salvare un infetto. Non è possibile che tutto si riduca alla ricerca di un posto sicuro dove fermarsi e alle lotte per le provviste e la supremazia di una comunità. Il punto di forza di The Walking Dead è che la trama è già “scritta”, però le dinamiche televisive sono ben diverse e non si possono ammorbare i telespettatori con puntate introspettive. Quello che manca a The Walking Dead è un obiettivo. E voi cosa ne pensate?


Informazioni su Flavia Montanaro 1279 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

Commenta per primo

Rispondi