La parola di un uomo: recensione episodio 8×14 di The Walking Dead

È il terzultimo episodio di The Walking Dead 8 e abbiamo davvero i brividi mentre riavvolgiamo il nastro e cerchiamo di descrivere quello che è andato in onda ieri sera su FOX. “La parola di un uomo” è un episodio magistrale che mette in evidenza luci e ombre di quattro personaggi chiave: Jadis, Negan, Rick e Morgan.

Jadis ha fatto finta di essere morta. Ha visto il suo gruppo massacrato da Simon che aveva deciso di cancellare gli Scavengers. È rimasta sola e desidera solo una cosa: la vendetta. Jadis riesce a catturare Negan e lo chiude in un container, una scena simile l’avevamo già vista con Rick Grimes. Gli ruba Lucille e va nella sua stanza che sembra così diversa dall’ambiente della discarica. È in questo episodio che conosciamo finalmente la vera Jadis, una donna che rispetta la vita.

Negan è uno che sa usare le parole e che ti “rigira come una cotoletta”. Con Jadis però il tentativo di discolparsi per la strage compiuta da Simon fallisce miseramente. La leader del gruppo sterminato vuole ucciderlo, eppure il villain continua a persuaderla dicendole che le persone sono delle risorse. E Jadis che ha imparato a rispettare la vita, libera il suo nemico e lo lascia persino libera di ucciderla. Negan non è vendicativo perché per lui vendetta e punizione sono la stessa cosa, è per questo che è un leader. Ha risparmiato la vita a Rick Grimes in più di qualche occasione, perché dovrebbe ammazzare Jadis? Non dimentichiamo che Negan non ha ancora letto la lettera che gli ha scritto Carl prima di morire e forse il figlio di Rick ha visto in lui una persona diversa e indispensabile per costruire il futuro che sognava.

Rick non vuole affrontare la morte di Carl e non ha letto la sua lettera. Da quando lo ha seppellito ha cercato di tenersi sempre occupato per non pensare a quello che era successo. Se solo l’avesse letta avrebbe promesso ai Salvatori una seconda occasione e non avrebbe ucciso a sangue freddo un uomo. Rick continua a mettere da parte il dolore, a far finta che non sia successo niente, ma è disperato. Bellissimo il passaggio in cui si lava, si cambia e abbraccia finalmente il suo dolore leggendo la lettera di Carl. In questa puntata introspettiva e frammentata vediamo finalmente chi sono Rick e Negan e che i buoni possono essere più cattivi di chi è cattivo. Scusate il gioco di parole.

Morgan ha abbandonato la filosofia della non violenza ed è tornato ad essere lo spietato killer della terza stagione, dopo la morte del figlio. Riemerge tutta la rabbia e il dolore per non essere riuscito a salvarlo e i fantasmi del passato non gli lasciano tregua. Combatte al fianco di Rick e come lui non si ferma davanti a nulla, nemmeno davanti ad un gruppo di zombie. Ripete “Io non muoio” e per lui la morte non esiste più. Si scava a fondo nell’anima dei personaggi e Carol torna a crede in se stessa quando Morgan le dice che guarda morire la gente mentre lei la salva.

Il senso morale dello show è in quella frase e nella differenza tra chi sceglie di uccidere e chi invece non lo fa. Rick ha ucciso. Negan no.


Informazioni su Flavia Montanaro 1120 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

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