Il meglio e il peggio di The Walking Dead 7

Il meglio e il peggio di The Walking Dead 7

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Il settimo capitolo televisivo di The Walking Dead è stato chiuso e non mancano le polemiche. Una fra tutte: che senso ha portare avanti lo show? Il caso degli ascolti c’è stato e, anche se per alcuni utenti della community, dovremmo solo parlare bene di The Walking Dead, vogliamo analizzare il meglio e il peggio della stagione. Parliamo di circa 10 milioni di telespettatori in meno e, se le aspettative sull’ottava stagione verranno disattese, potrebbero essere molti altri i fan che abbandoneranno le vicende apocalittiche del mondo immaginato da Robert Kirkman. I sedici episodi sono stati sviscerati a lungo e con questo post vogliamo solo fare il punto della situazione per capire cosa può funzionare e cosa dovrebbe essere evitato.

L’interpretazione di Jeffrey Dean Morgan che ha vestito i panni del villain è uno dei punti di forza del nuovo corso di The Walking Dead anche se ci sono alcune voci che vedono l’attore “stanco” di fare la comparsa. Negan è un bullo grottesco e volgare ma non un vero e proprio cattivo, forse è per questo che non riusciamo ad odiarlo completamente. È facile giudicare la scelta di Eugene di allearsi con Negan (sempre che non stia tramando qualcosa), noi al suo posto cosa avremmo fatto? È più importante salvare la propria pelle o quella di tutta la “famiglia”? In ogni caso la dittatura di Negan per un certo periodo ha funzionato e i Salvatori non vogliono spodestare il loro leader (tranne Dwight), hanno scelto di essere “cattivi” perché non hanno più speranze. Quella frase “Io sono Negan” è uno stile di vita. Al contrario Rick Grimes è umano e le sue scelte riguardano la collettività, è l’altra faccia della medaglia. Anche se in questa stagione gli sceneggiatori non si sono soffermati molto su questo aspetto in realtà è il filo rosso che lega tutto ed è quasi come se ci avessero chiesto indirettamente: vuoi essere Negan o Rick Grimes?

Un’altra cosa che ha funzionato è stato il coraggio dei produttori di eliminare due personaggi storici come Glenn e Abraham, anche se la loro morte è stata quasi accennata. Chi si aspettava tante lacrime è rimasto deluso, perché quello è stato il primo punto di svolta. Il problema però sono le conseguenze di queste morti, pochissimi i momenti forti ed emozionanti, il mondo apocalittico ha indurito i cuori, i sopravvissuti sono aridi. A dare un senso a tutto ci ha pensato Sasha con quella che secondo noi è l’addio migliore dalla prima stagione. Peccato per gli errori di CGI e altre sviste che non ci si può permettere alla settima stagione, oltre a quelle puntate troppo piatte e lente. Abbiamo detto più volte che i dialoghi incalzanti possono animare anche l’episodio più vuoto, non c’è bisogno di sangue e di walker per farci saltare dal divano. Noi vogliamo capire cosa sta succedendo. L’ episodio 100 rappresenterà il punto di svolta?

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