Il posto migliore dove sopravvivere in caso di apocalisse zombie

Ricordate la storia di Terra? La ragazza era sopravvissuta all’attacco dell’ex compagno della madre grazie ad una serie di fortunate coincidenze e alla prontezza di riflessi. L’argomento che affrontiamo oggi riguarda sempre la sopravvivenza ma ha un fondamento scientifico. I ricercatori della Cornell University hanno studiato come affrontare un’apocalisse zombie nella vita reale. Gli zombie catturano da sempre l’immaginario collettivo, l’idea della diffusione di una malattia mortale che uccide gli esseri umani e li trasforma in creature spaventose ha alimentato un intero genere a partire da Romero, sino ad arrivare a Robert Kirkman e The Walking Dead.

Secondo il rapporto della Cornell University una delle aree più sicure è compresa nelle Montagne Rocciose del nord ma in generale tutte le zone collinari e remote garantiscono la sopravvivenza. Alex Alemi del team di ricerca ha spiegato che, considerata la dinamica della malattia, quando gli zombie invadono le aree scarsamente popolate, anche l’epidemia rallenta. Ci sono meno umani da mordere e gli zombie fanno fatica a riprodursi. È stato costruito anche un modellino interattivo per simulare un’epidemia negli Stati Uniti scoprendo che la città di New York potrebbe essere distrutta nell’arco di 24 ore. Il picco dell’epidemia in un posto poco popolato avviene in circa un mese, quindi gli abitanti avrebbero tutto il tempo necessario per fuggire verso le zone montuose. Alemi e i ricercatori hanno studiato tutti gli aspetti di un’epidemia nel mondo reale calcolando il tempo, le interazioni tra umani e zombie ed eventuali complicazioni. E in Italia quale potrebbe essere il posto più sicuro in caso di epidemia secondo voi?

Fonte: Skybound


Informazioni su Flavia Montanaro 1181 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

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