Recensione episodio 8×13 di The Walking Dead: Fuori strada

Dove eravamo rimasti? Al tentativo degli autori di risollevare la situazione con quello che a nostro parere è il miglior episodio di questa stagione. Chi continua a seguire la serie guarda con molta attenzione il susseguirsi degli eventi e finalmente tira un sospiro di sollievo, proprio come noi. Anche nel tredicesimo episodio di The Walking Dead 8 ci sono alcune scelte degli sceneggiatori che vanno premiate, per esempio abbiamo gradito il fatto che non sia stata raccontata la passeggiata di Jadis e Negan, una mossa studiata a tavolino per alimentare ancora di più la curiosità degli spettatori e dare spazio ad altre storie interessanti. Abbiamo conosciuto meglio le caratteristiche dei Saviors, persone senza colonna vertebrale e senza un briciolo di coraggio che preferiscono seguire il primo leader carismatico che incontrano, tipo Simon. Il gruppetto presentato assale Hilltop, un attacco ben studiato e che avrà delle conseguenze appena Negan tornerà sulla scena visto.

Dopo la sconfitta dei Saviors si torna alla normalità, solo che Simon decide di mettere in pratica una vecchia idea di Negan: diffondere il virus con il sangue infetto. C’è da dire che il villain per eccellenza non aveva alcuna intenzione di ricorrere a quest’arma perché sapeva benissimo che avrebbe causato tantissime morti e Negan ha sempre bisogno di qualcuno che lavori per lui.

In questa puntata abbiamo capito che il rapporto tra Lauren Cohan e la AMC è ben saldo e che nella prossima stagione potrebbe essere la protagonista assoluta di The Walking Dead. Rick Grimes dopo la morte del figlio Carl è distrutto psicologicamente e sembra incapace di riprendere le redini del gruppo, Maggie invece continua sempre di più ad imporsi come leader. Al centro di “Fuori Strada” c’è tutta la voglia di vendetta della vedova di Glenn e ogni sua scelta travolge tutti quelli che la circondano. Anche questo episodio di The Walking Dead 8 ci convince anche se siamo davvero lontanissimi da quelli delle prime stagioni. Vincente anche la tattica di inserire nuovi personaggi, dopo Georgie infatti è arrivato Henry, un bambino così stupido da essere infinitamente odioso. Le sue azioni in fondo sono simpatiche ma non possiamo fare a meno di notare come ci sia un buco intorno alla sua storia che speriamo sia riempito quanto prima con una trama all’altezza dello show.


Informazioni su Flavia Montanaro 1279 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

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