The Walking Dead 6: recensione episodio 6×12 con dubbio “Chi ha visto Johnny Depp?”

Prima di partire con la recensione, vi informiamo che potrebbero esserci degli spoiler per chi non era sintonizzato ieri sera su Fox per vedere la nuova puntata di The Walking Dead 6, quando si è aperto un mondo ancora più ampio. Mettere insieme tutte le riflessioni è stato piuttosto complicato e per farlo siamo partiti da Alexandria dove la nostra Carol ha sfornato i biscotti alle barbabietole e ghiande, ed è intenta a fare la casalinga e la mamma di tutti. L’evoluzione del suo personaggio è quella che più ci è piaciuta nel corso delle varie stagioni, non ne abbiamo mai fatto troppo mistero, e quando si toglie (metaforicamente) il grembiule per indossare i panni da guerriera, continua ancora stupirci, come se lo facesse per la prima volta. Quando Rick le parla della nuova guerra si riapre la ferita, lascia un biscotto davanti alla tomba di Sam per dimostrare a sé stessa che è ancora una donna e non un mostro, la notte (quella prima della battaglia) non dorme e conta tutte le persone che ha dovuto uccidere, poi trova consolazione tra le braccia di Tobin, ma questa è un’altra storia ancora.

Uno dei momenti più cervellotici è stato quando si sono ritrovati tutti in chiesa e Rick Grimes ha spiegato il suo piano, nessuno (o quasi) riusciva a parlare, eppure capiscono che quanto appena detto dal loro leader avrà delle pesanti conseguenze. Noi che guardiamo lo show possiamo aspettarci una guerra epica alla fine di The Walking Dead 6, ma nell’animo dei sopravvissuti ecco che riaffiora quella paura di perdere ancora una volta la speranza di una vita normale. Anche Morgan, che si fa promotore di una proposta pacifista, in cuor suo sa che non vi sono altre possibilità. Ad Alexandria non è ancora domani: Abraham decide di lasciare Rosita, Maggie e Glenn non riescono a gestire il senso di responsabilità verso la nuova vita che sta per nascere con quello della comunità stessa, Tara saluta Denise dicendole che la ama, senza riuscire a confessarle la verità su quello che ha fatto con il Governatore.

In questo episodio abbiamo subito notato una maggiore cura nella gestione del ritmo, scene drammatiche e sequenze di azione hanno ben rappresentato il cambiamento che sta per avvenire non solo nella storia, ma nei personaggi, un fra tutti Padre Gabriel che tanto abbiamo odiato in passato. Decisamente perfetta la colonna sonora che non riusciamo proprio a toglierci dalla testa, ovvero “Arsonist’s Lullabye” di Hozier. In questi mesi abbiamo riso e scherzato sul toto-morte, ma iniziamo a temere seriamente per Carol visto che è stata “troppo” protagonista nell’ultimo episodio di The Walking Dead 6 e nel promo del prossimo è in pericolo. Ma di questo avremo modo per parlarne. Un altro spunto di riflessione riguarda Rick e il suo piano per entrare in quella che è la base dei Salvatori, quando dice a Gregory, il leader della comunità Hilltop, che i nuovi nemici non sono davvero niente in confronto a lui, con tanto di proposta di servire la sua testa su un piatto d’argento a Negan, ecco che ci siamo scontrati con quella che è la parte oscura dell’eroe apocalittico per eccellenza. A proposito di teste, avete visto quelle mozzate? I sopravvissuti ne cercavano una che potesse somigliare a quella di Gregory, ma molti hanno riconosciuto oltre a Greg Nicotero, anche quella di Johnny Depp.

È questa la migliore puntata di The Walking Dead 6? Intanto dopo la notte ecco che spunta il sole, è già domani. Ma cosa è successo?


Informazioni su Flavia Montanaro 1279 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

Commenta per primo

Rispondi