The Walking Dead 7: recensione episodio 7×03 ‘The Cell’

Il terzo episodio di The Walking Dead 7 è intitolato The Cell e già dalle prime anticipazioni ufficiali avevano capito che il protagonista sarebbe stato Daryl. Mr. Balestra è stato rapito dai Salvatori di Negan al termine dell’episodio 7×01. Lo sappiamo che ci sono milioni di fans in tutto il mondo che minacciano di abbandonare la serie in blocco se Daryl verrà ucciso, però dopo The Cell abbiamo intuito che forse i piani dei produttori sono altri, ma ne parleremo alla fine dell’articolo perché la carne putrida al fuoco è tanta e questa recensione rischia di essere più lunga delle altre. Succede sempre così quando ci mettiamo a scrivere alla fine di un episodio.

The Walking Dead 7 ci apre nuovi scenari, dopo il Regno di Re Ezechiele abbiamo dato un’occhiata alla comunità gestita da Negan. Ci siamo chiesti se ad Alexandria e ad Hilltop ci sia ancora qualcuno in vita e nuove risposte in questo senso pare che arriveranno nel prossimo episodio. Abbiamo sbirciato qualche commento sulla pagina Facebook e ancora una volta “lamentate” il fatto che gli episodi siano noiosi. Con le nostre recensioni cerchiamo di farvi capire che non è così, perché The Walking Dead non è una serie tv dove ci sono “solo” sangue e budella. Da quando Negan e i Saviors sono arrivati nel mondo apocalittico di Kirkman la musica è cambiata. Lasciamo da parte anche la storia che lo schema narrativo è sempre lo stesso, perché se ci pensate bene per la prima volta tutti i personaggi sono vulnerabili. Noi non riusciamo proprio a reggere la presenza di Negan, è fin troppo ingombrante eppure così indispensabile. L’interpretazione dell’attore è impeccabile, e mai avremmo immaginato che da vivo il villain avrebbe avuto quel modo di fare così coinvolgente. È un personaggio ingombrante e le sue battute sono argutissime: «Ti ho appena detto che c’è l’Happy hour al ‘Figa’ bar e che per te è tutto gratis e tu mi rispondi di no?». Per non parlare del suo rapporto con Lucille, che tratta come se fosse una persona. Quello che più ci spaventa è che i Saviors hanno tutti un debito con Negan e gli sono riconoscenti perché gli ha concesso un’altra possibilità. La comunità in cui vivono è organizzata come se fosse l’ultimo posto sicuro sul pianeta e non si muove una foglia senza il consenso del villain.

Daryl e Dwight: quel confronto al centro dell’episodio di The Walking Dead 7 ‘The Cell’

Questo nuovo episodio di The Walking Dead 7 vede al centro della narrazione il confronto tra Daryl e Dwight. Il braccio destro di Negan vorrebbe essere come Dixon, forse perché ha capito che Negan non vuole piegarlo alla sua volontà ma spera che diventi il suo “vice”. Dwight, interpretato da Austin Amelio, non ha avuto un passato facile. Non vi nascondiamo che proviamo pena per lui dopo aver scoperto quello che ha vissuto: ha rubato alcuni medicinali che servivano per curare sua sorella, che tra le altre cose era la promessa sposa di Negan. Pur chiedendo scusa al villain è stato punito ricevendo un ferro da stiro in faccia che lo ha sfigurato, in più si è visto scippare la moglie. Dwight ha accettato tutto e non ha avuto nemmeno la forza di lottare, per questo secondo noi “invidia” Daryl. Le torture psicologiche a cui viene sottoposto sono pesantissime dai panini con cibo per cani a quella canzoncina pop “Easy Street” suonata a ripetizione. Quando Negan ha chiesto a Mr. Balestra “Chi sei tu?” e lui ha risposto “Daryl” abbiamo visto uno sguardo diverso dal solito. Dopo tutti i lacché incontrati per strada finalmente può confrontarsi con una persona diversa. I metodi di Negan sono discutibili eppure abbiamo scoperto che anche lui tiene alla sopravvivenza dei suoi simili. Nel fumetto inoltre sviluppa un rapporto di rispetto con Carl, secondo noi nella serie tv potrebbe essere Daryl il “prescelto”. Questi sono i nostri commenti a caldo sull’episodio 7×03 di The Walking Dead. Aspettiamo i vostri!


Informazioni su Flavia Montanaro 1060 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

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