The Walking Dead 7, recensione quarto episodio Service: Negan arriva ad Alexandria

Non abbiamo letto i vostri commenti prima di metterci a scrivere la recensione del nuovo episodio di The Walking Dead 7 e, a dire la verità, non siamo riusciti nemmeno a buttare giù quattro righe ieri sera. “Service” non passerà alla storia come l’episodio più lungo ma come quello meno convincente. La coppia Boyd-Reed non è all’altezza di quella composta da Nicotero e Gimple, e questo è un rischio che Robert Kirkman ha deciso di assumersi sin dall’inizio dello sbarco della sua serie fumettistica apocalittica sul piccolo schermo.

Come avete notato in molti, c’è un continuo riciclo della storyline di The Walking Dead, però c’è sempre il tocco del regista e dello sceneggiatore che introducono elementi di novità impercettibili che fanno funzionare l’episodio. Nell’episodio 7×04 spiace ammetterlo, non è stato così. Resta comunque il fatto che i personaggi, Negan in primis, continuano a rendere attraente una serie tv che rischiava di diventare una minestra riscaldata. Le interpretazioni degli attori sono straordinarie e se siamo rimasti incollati allo schermo ieri sera è solo per loro. Come al solito gli 85 minuti preannunciati includevano le pause pubblicitarie ma a questo siamo abituati. Solitamente episodi così lunghi sono destinati a chiudere la prima metà di stagione o addirittura un ciclo narrativo completo.

In “Service” vediamo Rick e Michonne insieme, sono a letto ma non riescono a prendere sonno. Ad un certo punto lei si alza ed esce fuori per fare pratica con il fucile, anche Rick fa lo stesso ma va a controllare Judith. Rosita e Spencer si dirigono fuori da Alexandria, alla ricerca di qualcosa per pagare il loro debito con i Salvatori, Eugene invece è intento a lavorare ad un sistema radio. La tensione è alle stelle. Ad un certo punto ecco che Negan bussa al cancello. È finita!

Tra i momenti “memorabili” del nuovo episodio di The Walking Dead 7 c’è sicuramente il faccia a faccia tra il villain e lo sceriffo Grimes. Per dimostrare a tutti chi è che comanda Negan consegna a Rick la sua Lucille, lo sappiamo che anche voi avete pensato: «Spaccagli la testa! Vendica i tuoi amici!». Niente. I Salvatori hanno saccheggiato Alexandria e hanno trovato anche la registrazione di Deanna, Negan si mostra particolarmente interessato a Maggie ma ecco che arriva Padre Gabriel che s’inventa la storiella che è morta. Come al solito il prete ci regala momenti di pura ilarità.

La tensione è salita alle stelle quando si è udito uno sparo: Carl ha sparato ad uno degli scagnozzi di Negan. Rick Grimes ha paura di quello che il villain potrebbe fare a suo figlio, ma a differenza sua ha dimostrato di avere gli “attributi”, però preferisce avvertirlo di quello che potrebbe succedere se dovesse arrabbiarsi di nuovo. Intanto Negan prende tutte le armi ma ne manca qualcuna all’appello. Chi ce l’ha? Una è tra le mani di Rosita che si dirige di nascosto nel bosco mentre tutti si mettono alla ricerca delle armi. Purtroppo Daryl è sempre prigioniero dei Salvatori, se Rick è un burattino nelle mani di Negan lui non sta messo peggio, sembra quasi una marionetta.

È arrivato il momento di chiudere la recensione del quarto episodio di The Walking Dead 7 con l’unico avvenimento degno di nota, una conferma dei nostri sospetti: Judith non è la figlia di Rick, ma di Shane. Perché hanno aspettato così tanto per fare questa rivelazione? Negan rapirà anche lei? Lo scopriremo molto presto (speriamo!).


Informazioni su Flavia Montanaro 1279 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

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