The Walking Dead 8: colpo di scena devastante prima della pausa

Il colpo di scena c’è stato. Dopo un giorno di silenzio siamo tornati ma un personaggio storico di The Walking Dead ha detto addio per sempre allo show. Gli indizi sulla “morte” di Carl erano tanti (e confermati) e sino alla fine abbiamo sperato che si trattasse delle solite speculazioni. L’ottavo episodio di The Walking Dead 8 è come un pugno nello stomaco ben sferrato dai produttori. Faticheremo a riprenderci e questa pausa (la serie riprende il 25 Febbraio su AMC n.d.r.) è necessaria per riflettere su quanto accaduto e su quali saranno le conseguenze.

The Walking Dead è una serie lenta, proprio come i walker che avanzano alla ricerca di carne fresca da mangiare. Erano loro i nemici dei sopravvissuti ma ben presto gli umani hanno dovuto imparare a difendersi dai loro simili e per farlo hanno dovuto rinunciare ai loro valori, prendendo scelte decisive anche per il resto del gruppo: How It’s Gotta Be (È così che deve essere). La serie ha trovato finalmente una nuova direzione e il pubblico si è svegliato. Probabilmente ci saranno i soliti commenti discordanti, ma questa volta non possiamo non elogiare il grande lavoro svolto dalla squadra di The Walking Dead.

Alexandria in fiamme, cade il Regno: regge solo Hilltop

Negan è stato capace di guidare i Salvatori grazie all’intuizione di Eugene e la sua vendetta è triplice perché la prima strada seguita dal villain lo conduce ad Alexandria per punire Rick Grimes. La seconda lo porta al Regno di Ezekiel per il colpo di grazia finale e l’ultima ad Hilltop alla ricerca di Maggie. L’atmosfera di questo episodio è cupissima tanto che ci sembrava di essere tornati indietro all’ultimo episodio della sesta stagione. Per Maggie è difficile abbassare la testa davanti alle richieste dei Salvatori, ha 38 ostaggi e non vuole arrendersi; Ezekiel ha stupito per il suo gesto di altruismo, consentendo ai suoi di fuggire e facendosi catturare; Rick Grimes ci ha regalato l’unico momento di energia positiva quando ha preso in mano Lucille. In tutto questo si inserisce la storia di Carl Grimes che ha intrattenuto Negan e gli ha offerto la sua vita, che si aggira tra le strade di Alexandria in fiamme come un vero eroe disposto a sacrificare tutto, anche la sua vita, per mettere in salvo quella dei suoi amici.

Carl Grimes ha vinto

Il giovane figlio dello sceriffo Grimes, nonostante un occhio in meno, ha dimostrato di avere una visione più ampia e lungimirante di quella del padre. Ha vinto la battaglia della sopravvivenza ma ha perso quella con la vita perché a The Walking Dead basta un morso per mettere fine a tutto. Lo ha confermato anche Scott Gimple al Talking Dead dicendo che si risolverà come tutti gli altri nello show. Carl Grimes però ha ancora delle cose da risolvere, lo vedremo meglio dopo la pausa di stagione. Quando Carl ha tirato su la maglietta è stato un momento importante che avrà delle conseguenze, l’attore Chandler Riggs ha detto che è felice per come sono andate le cose. La storia del personaggio che ha interpretato ormai si è chiusa. Tutti pensavano che sarebbe stato il “futuro” di The Walking Dead.

Carl Grimes ci ha dato un nuovo punto di vista, ha guardato il padre con distacco perché convinto che ci fosse un’alternativa all’eterna battaglia contro Negan e i Salvatori. Non a caso si vedono i segni tangibili della maturità di Carl (avete notato la barba?) che hanno spiazzato anche Negan, affascinato dal suo modo di vedere il mondo. Rick Grimes ha i paraocchi e ha trascinato Michonne, Daryl, Carol e Morgan usati come pedine per portare a termine il suo piano, miseramente fallito. E noi oggi ci sentiamo svuotati, perché anche le nostre certezze sono crollate davanti alla visione di quel morso.


Informazioni su Flavia Montanaro 1279 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

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