The Walking Dead 9, recensione premiere “Un nuovo inizio”

Avevamo capito dalla sigla di apertura di The Walking Dead 9 diffusa qualche giorno fa, che la musica sarebbe cambiata. A new beginning potrebbe sembrare addirittura l’inizio di una nuova serie tv se non conoscessimo molto bene quei volti a cui ormai siamo affezionati. Dopo un’estate intera a pensare come sarebbe stato il doppio addio di Rick e Maggie, ecco che ci troviamo spiazzati. Una la parola chiave della premiere di The Walking Dead 9: ricominciare.

Il mondo sconvolto dall’apocalisse zombie, dopo la fine della guerra contro i Salvatori, è molto diverso: vediamo Judith tra le braccia di Michonne che disegna suo fratello Carl, Rick è più sereno e meno irascibile rispetto al passato, il cuore è segnato dal lutto, e osserva la scena da lontano. Il salto temporale c’è stato, sono passati 18 mesi dalla vittoria contro Negan e questo episodio è semplicemente perfetto, nei ritmi e soprattutto nei toni. È preparatorio, lo sappiamo che a breve si scatenerà la tempesta, non sarebbe The Walking Dead senza problemi da risolvere. Infatti Greg Nicotero che ha diretto la premiere di The Walking Dead 9 ha focalizzato l’attenzione sui malumori delle quattro comunità tra cui c’è un accordo per la sopravvivenza. I Salvatori sono guidati da Daryl (tra di loro c’è anche qualche nostalgico che imbratta i muri del Santuario con frasi che inneggiano il villain), il Regno è affidato alla coppia Ezekiel-Carol, Hilltop è nelle mani di Maggie diventata mamma del piccolo Hershel, Alexandria è sotto il controllo di Rick e Michonne.

C’è tanta politica in questo episodio, dall’anarchia di Rick si è passati alla dittatura di Negan e alla monarchia di Ezekiel, ora però il nuovo assetto si base su rapporti diplomatici e insofferenti, nessuno vuole più coltivare buoni sentimenti come rispetto e altruismo. The Walking Dead 9 però ha aumentato in noi la speranza di rivedere i personaggi storici al centro della scena, gli episodi corali hanno stancato tutti soprattutto perché avevano come protagonisti figure senza spessore. Dopo l’addio di Grimes sarà Daryl Dixon il nuovo eroe, interessanti i due confronti con Rick e successivamente con Carol, quando esprime tutto il suo disagio per essere stato messo a capo di un gruppo, lui che è solitario e istintivo.

Nonostante il nuovo inizio, The Walking Dead 9 fa comunque un salto indietro: spuntano cavalli, carrozze, aratri e armi rudimentali. La sequenza iniziale ci è piaciuta molto, quando il gruppo esplorava una Washington irriconoscibile. Il cambiamento c’è stato, e Angela Kang sembra proprio intenzionata a far recuperare allo show la vecchia natura. Il senso delle ultime stagioni è racchiuso nella frase di Michonne: «Abbiamo perso abbastanza. È ora di vincere un po’».


Informazioni su Flavia Montanaro 1213 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

1 Commento

  1. Una serie agonizzante… non ha davvero più nulla da dire… personaggi tutti uguali, tutti ombrosi… discorsi pallosi come la morte…. l’unica cosa che interessa è come morirá il prossimo personaggio

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