The Walking Dead 9×03 “Segnali d’allarme”: recensione

La situazione peggiora, i segnali di allarme erano arrivati già prima di questo episodio. Nella scorsa puntata infatti abbiamo assistito alla ribellione dei Salvatori “nostalgici” e in particolare alle reazioni di Justin, adesso invece è diventato un walker. Justin, come anticipato, è stato ucciso da qualcuno che vuole scatenare una nuova guerra tra Salvatori e Sopravvissuti. Nelle scene iniziali di questo terzo episodio di The Walking Dead 9 vediamo tutta la sofferenza di Rick Grimes, che ha cercato di mettere da parte quanto accaduto per pensare al futuro. Quando ha toccato l’impronta di vernice di Carl anche il nostro cuore si è spezzato, però abbiamo capito perché è così determinato a tenere tutte le comunità insieme, lo fa solo per il figlio, ormai è evidente. Nella routine quotidiana del leader c’è anche una visita alla tomba di Carl, dove porta un pomodoro maturo. La terra ha ancora tanto da offrire. Purtroppo non tutti hanno le stesse idee di Rick Grimes sul futuro, Maggie e Daryl sono arrabbiati e Michonne cerca di mettere in guardia il compagno. Lui è talmente sordo e impegnato a costruire il futuro che pianifica anche di fare un figlio con lei. Il primo bambino dell’apocalisse zombie, cercato e voluto. Comunque queste scene sono dei veri segnali d’allarme e ci preparano all’uscita di scena di Rick Grimes, quando la trama si concentra su un personaggio e ci mostra quali sono i suoi lati più vulnerabili e umani, i produttori ci preparano all’addio e nel caso di Rick Grimes sarà un “lungo addio”.

Il cambiamento di Rick Grimes

Abbiamo un vago ricordo di quell’uomo che si risvegliò in un letto di ospedale, adesso Rick Grimes è diverso, il suo lungo percorso di cambiamento lo ha portato ad essere più quieto. Il nuovo mondo ha il tanfo dei morti che camminano e lui ha combattuto per difendere gli amici e la famiglia. Ha visto che, nonostante i suoi sforzi, la vita è effimera e puoi perdere tutto. I produttori stanno gestendo benissimo, a nostro parere, il difficile passaggio di consegne tra Rick Grimes e chi erediterà il suo ruolo. Quando ha preso in disparte Michonne, Carol e Daryl abbiamo capito che è arrivato il momento, per noi telespettatori, di staccarci da Rick Grimes. Il discorso pacifico sulle vite che contano è stato molto emozionante. Qualsiasi cosa succederà, loro sono pronti.

Jadis, la traditrice

Ormai siamo entrati nel vivo di The Walking Dead 9 dopo due episodi introduttivi. Difficile gestire con diplomazia i nostalgici Salvatori, ma soprattutto difficile cambiare quando sei egoista nel DNA. Stiamo parlando di Jadis che è riuscita ad aggirare Padre Gabriel, non che ci voglia molto per farlo data la sua ingenuità, però quando è entrata in contatto con i proprietari dell’elicottero abbiamo avuto la conferma: nemmeno l’apocalisse zombie cambia le persone. Anne (Jadis) ha un patto con queste persone, usano un linguaggio in codice per parlare, fanno parte di una comunità molto più lontana rispetto alle nostre, gente cinica che rappresenta un rischio. Forse solo Negan potrebbe salvarli da un’eventuale invasione, il gruppo è troppo frammentato per poter fare fronte comune davanti a nuovi nemici. Questa puntata ci mette proprio di fronte ai dilemmi morali e risponde a quella domanda: perché guardiamo ancora The Walking Dead? Lo splatter lo lasciamo agli altri, ci piace la strategia, l’imprevisto, essere divorati dai dilemmi morali.


Informazioni su Flavia Montanaro 1198 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

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