The Walking Dead: parola d’ordine “safe zone”

the walking dead

La parola d’ordine di The Walking Dead è “safe zone”. Il motivo è molto semplice, i nostri sopravvissuti sono alla ricerca di un luogo sicuro perché sono stanchi di combattere. Vogliono sentirsi protetti e, perché no? Avere un pasto caldo, un letto e dei vestiti puliti. Il pellegrinaggio dura da almeno cinque stagioni. Dalla fattoria dei Green si sono spostati nella comunità di Noah, poi hanno cercato riparo nella prigione. In seguito vi sono stati molti alloggi temporanei tra cui il fienile. Noi ne abbiamo selezionati alcuni.

Dove non ci sono gli zombie non c’è casa, e il primo rifugio di The Walking Dead è la Chiesa di Padre Gabriel. Purtroppo è adatto ad una sola persona visto che sbarrandola il prelato è stato al sicuro per un bel po’. Con qualche lavoro di ristrutturazione avrebbe potuto ospitare tutto il gruppo se Padre Gabriel non si fosse comportato da codardo, ma questa è una storia vecchiua.

Ricordate l’accampamento in collina vicino ad Atlanta? E’ proprio qui che Rick Grimes ritrova parte della sua famiglia e, nonostante alcune perdite, il gruppo si trova insieme per la prima volta e acquisisce la consapevolezza che da quel momento deve essere unito. Ognuno ha il suo rifugio ma le tende si riveleranno poco sicure.

Anche il CDC sembrava molto sicuro e soprattutto pulito e al chiuso. Se avessero fatto fuori il dottor Jenner si sarebbero potuti insediare, possibilmente prima che il malefico scienziato avesse inserito i dati per programmarne l’autodistruzione.

Vagando vagando ecco che ci imbattiamo nel Grady Hospital di Atlanta. Dopo il rapimento, Beth è stata portata qui e con l’aiuto dei poliziotti, gli attacchi dei non morti possono essere fronteggiati in maniera diversa. Purtroppo le “regole” della struttura sono severe: chi viene salvato deve lavorare (gratis). Secondo i vari manuali zombie diffusi grazie a The Walking Dead abbiamo scoperto che la città è uno dei luoghi meno sicuri, e anche i sopravvissuti l’hanno abbandonato in breve tempo.

La comunità di Terminus allestita in una vecchia stazione ferroviaria era molto organizzata. L’unico problema era rappresentato dal menu a base di essere umani. Eh sì, gli abitanti si erano convertiti al cannibalismo dopo aver subito delle violenze.

Anche la fattoria Greene aveva le sembianze di una safe zone se non fosse che nel fienile c’era un esercito di zombie pronti ad attaccare. La fattoria ha una grande casa a due piani e le capanne per allevare gli animali. I sopravvissuti si sono accampati all’esterno trascorrendo dei piacevoli momenti tutti insieme (poco) appassionatamente, perlomeno sino a quando la situazione non è precipitata a tal punto da traslocare.

Prima di giungere ad Alexandria i sopravvissuti hanno passato molto tempo alla prigione (sì, c’è stata anche la parentesi Woodbury ma quella non può essere definita “safe”). La location della terza stagione di The Walking Dead (e parte della quarta) è stata trovata dopo un lungo peregrinare. Perlomeno qui i nostri sopravvissuti sono stati al riparo dai pericoli esterni grazie alle recinzioni e alle possenti mura. La piccola comunità ha allevato anche dei maiali all’interno, peccato che quel folle del Governatore l’abbia distrutta a colpi di carro armato.

Infine Alexandria! Di tanto in tanto ci divertiamo a fare un tour al suo interno e ci chiediamo se il gruppo rimarrà qui a lungo o se sarà costretto a traslocare di nuovo. La comunità è ben protetta e sembra davvero perfetta. Voi credete che possa esserci un luogo davvero sicuro con l’apocalisse zombie in corso?


Informazioni su Flavia Montanaro 1161 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

Commenta per primo

Rispondi