The Walking Dead 5B: Andrew Lincon promette rivoluzioni

rick grimes

Manca ancora un mese al ritorno sullo schermo della seconda parte della quinta stagione di The Walking Dead, e l’attesa inizia a farsi sempre più insopportabile visti gli imprevedibili scenari che potrebbero aprirsi, o meglio, che quasi sicuramente si apriranno ponendo lo spettatore di fronte a nuove immagini, ambientazioni e situazioni.

Oltre al poster misterioso diffuso oggi che riporta in primo piano l’ambigua scritta “Il nuovo mondo avrà bisogno di Rick Grimes”, i cui eventuali significati si sprecano, a fomentare l’ansia per l’attesa ci ha pensato anche Andrew Lincoln, interprete nella serie di Rick Grimes, che stuzzica i fan della serie con un video dove si lancia in particolari dichiarazioni. E che dichiarazioni, visto che gioca ad accrescere la curiosità affermando rivoluzioni totali per la seconda parte della quinta stagione di The Walking Dead, dove nulla dovrebbe essere più come prima e dove il ruolo di Rick avrà veste fondamentale nello spingere l’intero gruppo verso la sopravvivenza.

Anticipazioni da Rick Grimes

Una vita sospesa ad un filo per tutti i protagonisti di The Walking Dead, situazioni pericolose al limite della resistenza dove non tutti i personaggi saranno in grado di reggere la tensione, arrivando in alcuni casi al limite della rottura.

Mantenersi in riga con sangue freddo non sarà impresa facile, ma ciò che più attira per l’attesissima seconda parte della quinta stagione è proprio quell’alone di rivoluzione totale annunciata da Andrew Lincoln, riferita come un cambiamento radicale delle ambientazioni ma anche delle vicende che coinvolgeranno l’intero gruppo di The Walking Dead, con una sceneggiatura completamente rivoluzionata rispetto a quanto visto fin ora e che aprirà nuovi scenari tali da metterci di fronte quasi ad un altro spettacolo. Le premesse sono succulente, l’ipotesi dell’approdo verso un nuovo pianeta prende piede e potrebbe avvicinarsi alle scene che tra un mese arriveranno sullo schermo. Non ci resta che attendere, e l’attesa si rende più che mai snervante e succulenta.


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