The Walking Dead: cosa ci attrae di questa serie?

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Accolta in principio come serie rivelazione nel mondo dell’horror zombiesco, non c’è alcun dubbio sul fatto che The Walking Dead abbia conosciuto un successo altalenante durante i suoi cinque lunghi anni di showrunning, settimana dopo settimana, stagione dopo stagione. Le lamentele in merito alla serie, in particolare, si sono intensificate a partire dalla terza stagione, e sono culminate, raggiungendo l’apice estremo con l’arrivo della quinta, di cui sono state criticate l’eccessiva diluizione del tempo narrativo, lo scarso numero dei colpi di scena e dei cliffhanger davvero memorabili, e più in generale la gestione dei personaggi.

E’ proprio così? A giudicare dal vecchio e pur sempre valido motto “chi disprezza compra”, gli ascolti dell’ultima serie, giunti ormai a sfondare quota 17,30 milioni di spettatori, sembrano suggerire che si stia criticando per il solo gusto di puntare il dito. Tuttavia The Walking Dead ha indubbiamente il merito di aver reso popolare AMC assieme al “fortunato fratello” Breaking Bad, assieme all’aver inaugurato una buffa e paradossale formula che si può riassumere in: “rendiamo sempre più trasandata e non-sense il plot generale, ed acquisteremo per miracolo più fan”.

Le critiche puntualmente piovute sullo show sono ovviamente fomentate dai social, in cui non mancano spettatori sempre delusi dal continuo discostarsi dal fumetto, dall’impostazione troppo o poco sadica della trama, fino ad accendere dispute sulla quantità degli zombies mostrati sullo schermo. Il tipico episodio di The Walking Dead può inoltre, sempre secondo i medesimi fan, essere riassunto in: un’introduzione azzeccata ed adrenalinica, a cui fanno seguito intere mezz’ore di riflessioni e vagheggiamenti contornati da qualche sporadico accenno action, con un buon cliffhanger finale che immancabilmente costringerà a seguire il prossimo episodio.

Cos’è, quindi, che rende così fedeli fan (che abbiamo scoperto essere parzialmente anti-fan della serie) e simpatizzanti che si ritrovano catturati nell’oscuro occhio del ciclone di TWD? Sicuramente il desiderio di sapere, infine, dove i nostri eroi concluderanno la loro vicenda (e, plausibilmente, la loro vita, visto il tono dello show). Non si tratta dunque di moda, né di potere della condivisione: come già dimostrato da altri format, specialmente dai reality, l’importante è sapere come il tutto si concluderà, nel bene o nel male (di certo si propenderà sempre per quest’ultima ipotesi).


Informazioni su Flavia Montanaro 1279 Articoli
Classe 1985. Appassionata di serie tv. Web editor per una serie di fortunate coincidenze. "Noi non uccidiamo mai chi è vivo". [Rick Grimes]

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